Continuiamo con i provati della Gamescom, questa volta con Mega Man Dual Override con un’anteprima della demo giocata alla Gamescom. Dopo tanti anni il robot umanoide blu di Capcom sta per tornare, cerchiamo di capire se sente il peso dell’età o se sta per rivivere una seconda giovinezza.
Prima di cominciare, vi voglio ricordare che lunedì è uscita l’anteprima di Stranger Than Heaven, correte a leggerla se ve la siete persa.
Il ritorno del robot umanoide blu
Ho potuto provare la demo che girava su Switch 2 per una ventina di minuti. Era possibile provare un livello, che era diviso in tre aree diverse e che, una volta completate, ci portavano al boss di fine livello. Ogni area ha il suo boss, ma solo quello di fine livello ci darà un potere nuovo.
La cosa che subito colpisce del gameplay è la grande personalizzazione possibile del nostro eroe: oltre alle sue classiche movenze, quali sparo, sparo caricato, salto e scivolata, ora Mega Man ha altre armi di offesa e difesa personalizzabili.
Nella demo c’erano tre slot personalizzabili con poteri che potevamo scegliere. Nel primo, che funziona con un cooldown, c’era una barriera che ci proteggeva dai colpi nemici. La seconda personalizzazione è quella classica di tutti i Mega Man con il potere ottenuto da un boss sconfitto. La terza è una sorta di trasformazione temporanea in cui il nostro eroe amplifica enormemente il potere che sta usando.
Per farvi un esempio, se si usa questa trasformazione con il potere base di Mega Man, il nostro eroe potrà sparare colpi caricati a raffica, mentre col potere del boss presente nella demo che era uno scatto che faceva danno ai nemici, si potevano “sparare” scatti a raffica. Anche questo potere è caricabile, usandolo così, viene utilizzato tutto in un unico proiettile.
Un occhio al passato
Tenendo presente che si può passare da un potere all’altro durante il gioco ogni volta che si vuole, questa trasformazione potrebbe portare a numerose combinazioni interessanti. Ovviamente questa trasformazione ha un costo: quando finisce, saremo enormemente limitati con gli attacchi, dovendo aspettare un buon quantitativo di tempo prima di tornare normali. Quindi questa trasformazione è da usare con molta cautela.
Quando è stato mostrato il trailer, avevo dei forti dubbi sul platforming. Nei Mega Man di fine anni ’80/’90 i livelli erano delle vere e proprie sfide nelle sfide prima di arrivare al boss di fine livello. Per fortuna sembra che Capcom non abbia cambiato questa filosofia. I livelli offrono un notevole livello di sfida, con piattaforme non sempre facilissime da raggiungere a causa di ostacoli vari e nemici messi apposta per metterci in difficoltà.
Inoltre non mancano strade secondarie e collezionabili da trovare. Nel caso ci trovassimo in difficoltà, potremmo comunque usare i poteri ottenuti dalla sconfitta dei boss, per aiutarci a superare il livello. L’unica facilitazione che ho trovato in questo senso, è un numero maggiore di checkpoint presenti nei livelli, da cui ripartiremo in caso di sconfitta.
La cosa più bella del gioco però, è senza ombra di dubbio, il lato artistico. Mega Man Dual Override ha uno stile cartoon bellissimo, difficilmente ho visto dei disegni così belli in un videogioco. Non so quali artisti lavorino in Capcom, ma proprio come accadeva in Monster Hunter Stories 3, anche qui la bellezza del gioco non rende attraverso i trailer.
Il gioco è uno spettacolo per gli occhi, ricco di colori e di effetti, tutti meravigliosi senza nemmeno una sbavatura. Se il titolo manterrà questo livello artistico per tutta la durata del gioco, nel suo anno di uscita, possiamo già dire che potrebbe giocarsela per qualche premio.
Al momento Mega Man Dual Override non ha una data precisa di lancio, sappiamo solo che uscirà nel 2027 per tutte le piattaforme.